Quando si sogna da soli è solamente un sogno.vQuando sogniamo insieme ha inizio la realtà.
(Helder Camara)

Raccontare Libera Genova, la sua storia, i suoi obiettivi, i traguardi raggiunti non è difficile, e sulla base di questa nostra conoscenza, e la nostra capacità di trasmettere le informazioni, siamo nelle condizioni di presentare il nostro biglietto da visita e invitare il nostro interlocutore a partecipare. Spesso quando relazioniamo sulle attività a coloro che non sono coinvolti nel lavoro della nostra associazione, in quell’occasione, nel confronto entra anche come ci vedono gli altri e cosa secondo loro sarebbe opportuno fare. Da questo emerge che a volte le attività e i campi d’intervento dei nostri volontari e volontarie sono invisibili e a volte i nostri interlocutori immaginano una attività con confini diversi da quelli che lo statuto ci permette. Partendo da questa condizione, possiamo semplicemente dire che Libera è una officina per la costruzione di iniziative finalizzate alla crescita della cultura della legalità che sono programmate da un anno sociale all’altro e sono promosse sulla base dei progetti fondanti di Libera con l’utilizzo dei tempi che ogni volontario e volontaria mette a disposizione. Questa è la nostra ricchezza e questi sono anche i nostri limiti. Siamo consapevoli che il lavoro svolto, certamente è insufficiente rispetto alla reale necessità, come siamo coscienti che gli obiettivi raggiunti se non sono conosciuti non ce li riconoscerà mai nessuno. Noi non lavoriamo per questo. Noi lavoriamo sapendo che la lotta alle mafie, l’educazione alla legalità, la rivendicazione di maggiore giustizia non hanno un traguardo ben definito e dopo una tappa ne abbiamo di fronte sempre un’altra da raggiungere. Il territorio di nostra competenza è complicato, con molte periferie e spesso poco sicure. Molti sono i centri storici nei confronti dei quali non è rivolta la giusta attenzione da parte delle amministrazioni locali per garantire lo sviluppo della vita sociale. In questo contesto non è facile promuovere educazione al rispetto delle regole, soprattutto quando chi ha un ruolo di governo del territorio o di educatore ai diversi livelli non riesce ad esprime coerenza tra le cose che dice e quelle che fa. Il migliore dei risultati si potrebbe ottenere con la crescita dei presidi di legalità sul territorio e nelle scuole. Noi vogliamo sostenere che la nostra non è una battaglia contro i mulini a vento ma un impegno concreto per lottare contro le imprese criminali presenti nell’economia, nella politica e nel tessuto culturale di questo paese, attraverso l’educazione. Lo strumento per sconfiggere la cultura criminale è quello di contrapporgli la cultura dell’educazione civica, della responsabilità e del rispetto della legalità. “Io posso” così sosteneva uno studente liceale che voleva accedere in contemporanea a due diverse facoltà (espressione ripresa nel libro e riportata nel titolo al libro di PIF e Marco Lillo,)  “non è giusto, non  si può ” e “io posso” in questo divario di giudizio  tra soggetti di culture  diverse emergono pensieri e comportamenti , che mettono confronto alterigia  e coscienza.  C’è un’altra via alternativa alla cultura mafiosa   ed è la rivendicazione del rispetto e la consapevolezza di essere cittadini portatori di diritti e doveri. Con tutte le lacune del nostro agire che guardandoci attorno possiamo individuare, ci conforta l’attività di tante persone che si impegnano per allargare la partecipazione, per far conoscere che esiste la differenza tra quello che è legittimo e quello che è disonesto. Questo è il pensiero di libera. Una associazione aperta, accogliente a quanti vogliono contribuire alla crescita della responsabilità. Una realtà sempre alla ricerca di nuovi aiuti, aperta a nuove idee con l’obiettivo di costruire sempre nuovi presidi di legalità. Noi tutti siamo formati per promuovere nuove aggregazioni, non respingiamo ma accogliamo quanti si vogliono misurare con questa grande e importante campagna di civiltà.  Quando sosteniamo di voler rappresentare la cultura del NOI significa solo che nel nostro operare non esiste individualismo ma solo un pensiero e un’azione collettiva. Il nostro dibattito interno attraverso riunioni periodiche in presenza, o in remoto, o in chat, garantisce un livello di socializzazione delle informazioni e di confronto sulle diverse posizioni che non ha eguali. Le richieste d’intervento da coprire sono tante e noi per la forza che abbiamo, possiamo coprirne solo una parte. Per far capire qual è l’entità dello sforzo che viene profuso per far vivere Libera, non è facile e per capirlo sino in fondo si deve solo vivere insieme il sogno.
Il nostro sogno che si trasforma nella nostra realtà è   Vivere in Libera.