In autunno con l’apertura della campagna di adesioni a libera per l’anno 2022 verra’ convocato il coordinamento provinciale al fine di definire programma e organizzazione.

Quando avremo definito il programma di attività per l’anno sociale 2021/2022 diventerà indispensabile capire quale organizzazione serve per poter raggiungere i risultati che ci prefiggeremo.

In una associazione con un apparato e dirigenti impegnati a tempo pieno dare una risposta in tal senso, potrebbe, se le finanze lo consentono, interessare una operazione di carattere semplice.

Invece diventa una operazione complessa se il sistema funziona con la sola attività di volontariato e le condizioni finanziarie sono definite solo dal contributo territoriale della quota tessera.

Questo significa che tutto verrà garantito solo rendendo compatibili disponibilità e tempi dei nostri volontari impegnati nelle diverse aree.

Per questo, organizzare diventa una operazione funzionale se il sistema riesce a rispondere al programma definito, e questo è possibile solo se tutta la struttura partecipa ed è conseguentemente responsabile alle indicazioni di quel progetto condiviso.

Questo preambolo serve per introdurre il quesito che anche altri si sono posti “”CHE FARE?””.

Lasciando riposare Lenin, noi dobbiamo decidere che cosa bisogna fare per garantire un buon risultato sulle attività che promuoviamo.

Preambolo che potrebbe essere definito come una ovvietà, però non fa male a nessuno ricordare come stiamo di salute e come affrontiamo e risolviamo i problemi che quelle condizioni di precarietà ci presentano saltuariamente.

Ci sono due cose che hanno valore principale per un’organizzazione efficace: rispetto dei ruoli e responsabilità

Una persona lavora bene ed è efficace solo se si riconosce nel sistema e interagisce con gli altri.

Questi due riferimenti (ruolo e responsabilità) che devono essere ritenuti da tutti come fondamentali per far funzionare l’associazione, ci permetteranno di utilizzare al meglio il tempo che il volontario /la volontaria mette a disposizione e in contemporanea lo sforzo che deve essere mirato alla crescita della struttura in termini di rappresentatività e di rappresentanza.

Questi termini (rappresentanza e rappresentatività) devono essere ben compresi e si riferiscono a quanti siamo e come siamo.

Come ci vediamo (senza esagerare) e come ci vedono gli altri.

Questi sono i criteri che in genere sono utilizzati per giudicarci e determinare la nostra autorevolezza, la nostra capacità progettuale e organizzativa.

La conoscenza e la gestione collettiva del programma che si articola per progetti con l’utilizzo al meglio delle risorse tecniche e strumentali, sono le condizioni indispensabili per promuovere una comunicazione fluida, utile per superare quelle difficoltà che il tempo, le risorse finanziarie e umane ci pongono.

Questo significa creare regole per poter socializzare nelle strutture competenti su come siamo organizzati e riconoscere quali sono le responsabilità di coordinamento delle aree.

Non esiste un orto da coltivare che si contrappone o sfida altri terreni, ma una comunione di interessi che portano acqua allo stesso mulino.

Parliamo dell’area Scuola, Beni confiscati, Tour, Azzardo, Anemmu, Memoria, Campi, decentramento, formazione, TESSERAMENTO

Ecco queste sono le tessere del nostro puzzle e diventa responsabilità di tutti conoscerlo e saperlo rappresentare

Per prima cosa dobbiamo registrare è che stiamo procedendo facendo investimenti sul territorio per organizzare presidi di legalità decentrata.

Levante, Centro, valpolcevera.l

Mentre consolidiamo l’attività del Green nel Tigullio e costruiamo il percorso per la costituzione del presidio in Valpolcevera dobbiamo pensare al Ponente.

Questo disegno si può sviluppare solo se il processo lievita sotto una unica regia.

Una regia coordinata dal Referente e coadiuvata dalla segreteria, che diventano unico momento decisionale di Libera Genova e riferimento delle diverse aree di lavoro.

In una situazione così articolata e a volte un po’ di difficile coordinamento, diventa necessario fare crescere la partecipazione aggregando nuovi volontari e volontarie avendo così attraverso formazione e affiancamenti la possibilità di far crescere e utilizzare un numero maggiore di esperti e educatori.

Cos’è che manca nel sistema organizzativo?  Che cosa serve per trasformare il progetto politico,(il pensiero, le parole),in attività?

I presidi servono come punto organizzativo di aggregazione, le aree servono per realizzare quei progetti definiti in modo trasversale tra i presidi e con la nostra rete.

I progetti si devono costruire, condividere e dopo attivarli e in conclusione raccogliere i risultati.

Per questo diventa indispensabile digerire quanto si sta già concretizzando in alcuni settori.

Il successo della nostra azione sarà determinato dal consenso che le diverse iniziative saranno nelle condizioni di conseguire.

Per raggiungere un risultato lusinghiero è necessario l’impegno di tutti, volontari e rete.

Gli obiettivi sono chiari e condivisi da quanti hanno aderito alla campagna di Libera; dobbiamo solo lavorarci.

La campagna di adesione è il primo banco di prova e la conferenza di organizzazione e programma è il secondo.

Al lavoro: Tesseramento, programma e organizzazione