450, passando da Via Nino Cervetto, o 500, se si vuole allungare leggermente la strada passando dalla centrale Via Cornigliano: tanti sono i metri che separano la scuola A. Volta all’ingresso del parco urbano di Valletta Rio San Pietro, a Cornigliano.

Una distanza certamente non eccessiva, soprattutto se si valutano le potenzialità del luogo in questione: spazi ampi da utilizzare per giocare, studiare all’aperto o semplicemente incontrarsi con il gruppo di amici quando il clima e le giornate lo permettono, ma anche un semplice e accessibile percorso in mezzo al verde da poter percorrere anche solo per una passeggiata.

Sta di fatto però che il 90% dei ragazzi a cui chiediamo “sei mai stato in ‘Valletta’?”, rispondono semplicemente di no, e sono ragazzi che al di là della frequentazione della scuola A. Volta, in media abitano non oltre il chilometro di distanza.

E’ da constatare il fatto che nessuno, se non le associazioni che sono intervenute con le loro limitate possibilità d’azione, ha mai fatto niente per permettere a questi ragazzi di interessarsi a tale spazio, di conoscerlo, di vederne le potenzialità, andando oltre all’oggettivo stato di incuria e di disinteresse che lo riguarda.

E allora poco importa se uno dei ponti pedonali che collegano i due lati del Rio San Pietro è pericolante da 4 anni, o se l’illuminazione pubblica è oramai soltanto un’installazione artistica neanche particolarmente ben riuscita: abbiamo voluto credere che le cose cominceranno realmente a cambiare quando lo spazio tornerà a vivere, partendo dall’interesse dei più giovani.

Ed è cosi, grazie alla possibilità che il progetto Liberi di Crescere ci dà mediante l’azione progettuale della riqualifica degli spazi, che abbiamo iniziato un percorso che vuole portare i ragazzi a sentire proprio tale spazio, vivendolo come un luogo che prima non c’era, ma che apre loro tantissime possibilità che li riguarda direttamente.

Per farlo, abbiamo organizzato (e continuiamo ad organizzare) mattinate di pulizia, di scoperta e di valorizzazione dello spazio, assieme anche a Legambiente e a UISP. Mattinate che portano tutte le 15 classi della scuola A. Volta in Valletta, ad ognuna delle quali vengono proposti laboratori, momenti di riflessioni, e attività pratiche, che vanno ad incidere in maniera oggettiva ed evidente su uno spazio che diventa sempre più loro.

Un lavoro in divenire quindi, ma ancorato al reale delle loro giornate: i docenti che accompagnano le classi – i quali a loro volta non conoscevano l’esistenza del luogo, tantomeno le sue potenzialità – hanno già iniziato a svolgere attività curricolari sfruttando gli ampi spazi offerti (l’anfiteatro, l’orto…), mentre i ragazzi sono tornati a utilizzare parte degli spazi organizzandosi autonomamente.

Una riqualifica, certo, ma anche una riacquisizione.

Jacopo Venturoli