Come i lettori più attenti della nostra newsletter sanno bene, nel mese di settembre la rete di Libera in Liguria ha dato avvio al nuovo mandato triennale accompagnata da tre parole d’ordine: relazione, aggregazione, urgenza.

A pochi mesi di distanza ritorniamo su quei concetti perché, se da un lato fanno già parte del nostro modo di essere associazione di associazioni e di persone, dall’altro hanno bisogno di una continua manutenzione, affinché non diventino semplici slogan, fino a perdere di significato.

Le relazioni, dunque: una realtà eterogenea come la nostra non può prescindere dalla cura costante, continua, mai data una volta per sempre dei rapporti tra le persone che ogni giorno si impegnano. Questo vale all’interno dei presidi, che sono e devono continuare ad essere spazi aperti a chiunque voglia mettersi in gioco contro mafie e corruzione, questo vale nelle relazioni tra i diversi presidi, che pur nelle specificità di ognuno non devono mai dimenticare di essere parte di un “noi” più vasto.

Questo vale anche nei rapporti tra i diversi livelli dell’associazione, e nei confronti degli organismi di coordinamento e di direzione. È un lavoro faticoso, non sempre lineare, ma indispensabile per raggiungere gli obiettivi – ambiziosi – che ci poniamo da 27 anni. Un lavoro fatto di ascolto, rispetto, fiducia.

Non esiste relazione senza aggregazione, e viceversa: ed ecco che torniamo a sottolineare l’importanza di non considerarci mai arrivati. A volte – e per fortuna! – capita che i nostri presidi siano partecipati, vivaci, attivi, che possano quindi contare su un gran numero di volontari e volontarie. Proprio in quei casi deve aumentare la nostra tensione ad aggregare ancora e ancora, a coinvolgere sempre nuove persone, a non considerarci – ci ripetiamo – “arrivati”. La nostra azione, infatti, si rigenera ogni giorno – e sfugge quindi alla routine – se e solo se continuiamo a mettere in circolo nuove idee, nuovi stimoli, nuovi orizzonti. Sfuggiamo così al rischio di chiuderci nella comfort zone delle relazioni consolidate, ma anzi ci sfidiamo di continuo nell’incontro con l’altro. L’aggregazione si fa a partire dalla campagna di adesione, che rappresenta non il punto d’arrivo della nostra attività, ma l’inizio di una nuova relazione con le persone, da cui partire per costruire ciò che faremo in futuro.

Infine l’urgenza, che è concetto quasi autoevidente: da troppi anni mafie e corruzione tengono sotto scacco il nostro Paese, la nostra terra. Tutta la nostra azione, dunque, non può che essere attraversata, meglio scossa, dal bisogno di fare presto. Fare presto e bene, come diceva molti anni fa Danilo Dolci, perché si muore.