Buongiorno lettori di Libera Liguria eccoci di nuovo all’inizio di un nuovo mese, all’inizio dell’autunno, un autunno macchiato di sangue dalle molteplici vite spezzate dalla mafia. Tante vittime innocenti: contadini che lottavano per il diritto ad un giusto lavoro retribuito dignitosamente; forze dell’ordine nel compimento del loro dovere e al servizio della comunità; ancora bambini e adolescenti nei confronti dei quali non si è mai fermata la crudeltà, la spietatezza di mani criminali; imprenditori, professionisti, sottoposti a rapimento o destinatari di richieste di denaro per sottrarre loro il frutto del quotidiano ed onesto lavoro.

Storie da non dimenticare, esempi di cittadini esemplari che non si sono mai piegati alle mafie e verso i quali dobbiamo continuare ad avere un debito di riconoscenza. Una memoria viva che richiede ancora oggi il nostro impegno, la nostra responsabilità, il dovere di scegliere da che parte stare.

14 ottobre 1905 // La storia di Luciano Nicoletti, 54 anni

Sin da giovane mise radici a Corleone dove partecipa con grande passione al movimento dei Fasci, distinguendosi come uno dei contadini più decisi a portare avanti il grande sciopero dell’estate-autunno 1893 per l’applicazione dei “Patti di Corleone”. Nicoletti fu in prima linea anche nelle lotte per le “affittanze collettive” e questo segnò la sua condanna a morte. La sera del 14 ottobre, Luciano torna a piedi da campi. È stanco. Qualcuno lo chiama per nome. Non fa tempo a girarsi che due colpi di lupara lo colpiscono al petto. Lascia la moglie e cinque figli. E il delitto venne archiviato e rimase per sempre “a carico d’ignoti”.

13 ottobre 1992 // La storia di Pasquale di Lorenzo, 45 anni

Sovrintendente di Polizia Penitenziaria, prestava servizio nel carcere di Agrigento. Il 13 ottobre del 1992 Pasquale Di Lorenzo si trovava in campagna, in contrada Durruelli di Porto Empedocle, dove possedeva un appezzamento di terra che utilizzava per l’addestramento di cani da difesa, una passione cui Di Lorenzo si dedicava nelle ore libere dal lavoro. In campagna era andato alle 10.00 e vi era rimasto per l’intera giornata. Calata la sera, Di Lorenzo non aveva ancora fatto ritorno a casa, ma la signora Angela non era preoccupata perché sapeva che, come era solito fare, Pasquale si sarebbe trattenuto fino a tardi. Quella sera, però, il ritardo si era protratto oltre il consueto. Alle prime luci dell’alba la signora Angela ebbe un brutto presentimento e chiamò il vicino di casa, in campagna, pregandolo di verificare se il marito fosse ancora sul posto. Il vicino uscì e scorse la macchina di Di Lorenzo fuori del cancello che immette nella proprietà, si avvicinò e vide il corpo dell’uomo disteso supino sul terreno, la macchina con il finestrino aperto, sul sedile posteriore c’era il pastore tedesco che, però, sembrava tranquillo. Pasquale Di Lorenzo era morto, ucciso da quattro colpi d’arma da fuoco.

1° ottobre 1994 // La storia di Nicholas Green, 7 anni

Nicholas era un bambino statunitense di 7 anni. L’automobile su cui insieme ai genitori il 29 settembre 1994, una Autobianchi Y10, fu accidentalmente scambiata per quella di un gioielliere. I Green erano in vacanza in Italia e stavano percorrendo la Salerno – Reggio Calabria quando furono affiancati in un tentativo di rapina e dei proiettili colpirono Nicholas mentre dormiva sul sedile posteriore. Nicholas morirà due giorni dopo, il primo ottobre nell’ospedale di Messina dove era stato ricoverato. Alla sua morte, i genitori autorizzarono l’espianto e la donazione degli organi.

27 ottobre 1962 // La storia di Enrico Mattei, 56 anni

Enrico Mattei era un imprenditore e dirigente pubblico di alto spessore. Nell’immediato dopoguerra fu incaricato dallo Stato di smantellare l’Agip, creata nel 1926 dal regime fascista, ma invece di seguire le istruzioni del Governo, riorganizzò l’azienda fondando nel 1953 l’ENI, di cui l’Agip divenne la struttura portante. Sotto la sua presidenza l’ENI negoziò rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e un importante accordo commerciale con l’Unione Sovietica. Iniziative che contribuirono a rompere l’oligopolio delle ‘Sette sorelle’, che allora dominavano l’industria petrolifera mondiale. Mattei introdusse, inoltre, il principio per il quale i Paesi proprietari delle riserve dovevano ricevere il 75% dei profitti derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti. Pur non essendo attivamente impegnato in politica, era vicino alla sinistra democristiana e fu parlamentare dal 1948 al 1953. Morì in un misterioso incidente aereo il 27 ottobre 1962 a Bascapè (Pavia). Nel 2005 fu stabilito che l’incidente fu di natura dolosa.

14 ottobre 1920 // La storia di Giovanni Orcel, 33 anni

Giovanni Orcel, dirigente sindacale (segretario dei metalmeccanici di Palermo) e politico di primo piano, impegnato nello scontro interno al movimento operaio con opportunisti e pseudosocialisti, aperto al dibattito che porterà alla nascita del partito comunista (1921). Protagonista dell’azione di affrancamento dei lavoratori e degli strati popolari dal dominio mafioso e attore di esperienze unitarie tra città e campagna, condotte assieme a Nicolò Alongi, e come lui caduto per mano mafiosa nel 1920, quando già si profilava la minaccia fascista. Con la Fiom, Orcel s’impegnò nella lotta al carovita, per le otto ore di lavoro, per gli aumenti salariali, per il riconoscimento del ruolo del sindacato e per la costituzione di commissioni interne e incentivò la collaborazione tra contadini e operai. Una collaborazione che sta alla base della sua uccisione da parte della mafia. Muore nella notte tra il 14 e 15 ottobre per mano di un sicario e dal mistero dei limiti e dalle ombre delle operazioni di soccorso all’Ospedale San Saverio dove viene ricoverato: i primari non si trovano e l’infermiere che era andato a cercare uno di essi sostiene di essere stato aggredito.

30 ottobre 1975 // La storia di Giovanni Pomponio

Appuntato di pubblica sicurezza, prossimo alla pensione. Il 28 ottobre, durante il suo servizio alla stazione di Napoli, fu colpito con un colpo di arma da fuoco nel tentativo di sventare una rapina al convoglio valori che trasportava gli stipendi dei ferrovieri. Era il suo ultimo servizio, aveva infatti ottenuto la licenza pre – congedo dopo 35 anni di servizio nella Polizia di Stato e poi nella Polfer. Era sposato e aveva due figli. Morì due giorni dopo a causa delle ferite riportate.

27 ottobre 1974 // La storia di Giovanni Spampinato, 26 anni

Cronista brillante e scrupoloso, Giovanni Spampinato era corrispondente da Ragusa del quotidiano l’Ora di Palermo, aveva svolto inchieste a Ragusa, Siracusa e Catania sulle sospette attività di neofascisti locali. Il 25 febbraio 1972 a Ragusa fu assassinato il costruttore Angelo Tumino, delitto di cui Spampinato si occupò fin dall’inizio finendo sulle tracce di Roberto Campria, un collezionista d’armi figlio dell’allora presidente del tribunale cittadino. Nei mesi seguenti Campria, protestandosi vittima di assurdi sospetti, cercò di farsi scagionare dal giornalista. Ma Giovanni Spampinato continuò a scrivere di atipicità del delitto Tumino, traffici di materiale archeologico, armi e droga, presenze di mafiosi e di superlatitanti. La sera del 27 ottobre Campria attirò in periferia Spampinato, che aveva 26 anni, e lo uccise a revolverate.

16 ottobre 2017 // La storia di Daphne Caruana, 53 anni

Daphne è una giornalista e blogger maltese, nota per le sue inchieste sulla politica corrotta. È rimasta uccisa in un attentato all’età di 53 anni, nell’esplosione di un’autobomba nella sua Peugeot 108 affittata presso la sua residenza di Bidnija vicino Mosta verso le 15:00 del 16 ottobre. La violenta esplosione ha sparso pezzi del veicolo nei campi vicini. È stata ritrovata dal figlio Matthew, che ha sentito l’esplosione dalla loro casa. Caruana Galizia aveva riferito di aver presentato una denuncia alla polizia per minacce circa due settimane prima della sua morte. Dal 2008 Caruana Galizia ha curato un blog, intitolato Running Commentary, che includeva segnalazioni investigative e commenti personali. Nel 2016, Caruana Galizia è stata la prima a lanciare la notizia del coinvolgimento dei politici governativi Konrad Mizzi e Keith Schembri nei Panama Papers, grazie al coinvolgimento di suo figlio Matthew nel Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ). Il 22 febbraio ha rivelato che Mizzi avesse connessioni con Panama e la Nuova Zelanda, spingendo il ministro a rivelare l’esistenza del Rotorua Trust due giorni dopo. Il 25 febbraio Caruana Galizia ha rivelato che anche Schembri possedeva un trust neozelandese, a sua volta proprietario di una società a Panama. Nel 2017 Caruana Galizia ha affermato che Egrant, un’altra società di Panama, fosse di proprietà di Michelle Muscat, moglie del primo ministro Joseph Muscat. Queste affermazioni hanno condotto a Muscat a indire le elezioni anticipate del giugno 2017, che hanno visto il suo partito laburista confermarsi al governo.