L’intenso tour che don Luigi Ciotti sta compiendo in questo periodo in tutto il Nord Italia ha fatto tappa anche nel Tigullio. Lo scorso 11 settembre, appena un giorno dopo aver compiuto gli anni, il fondatore e Presidente di Libera è giunto a Chiavari, per partecipare all’evento dal titolo “Liberare la libertà”, promosso dalla Pastorale giovanile diocesana, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Il Presidio “Nicholas Green” ha voluto cogliere questa bellissima e fortunata occasione per incontrare per la prima volta di persona don Luigi. Così, verso le 17 del pomeriggio, noi volontar* (la referente di Presidio Giulia Caramaschi, Marco Biancardi, Emanuela Tesini, Donatella Nicolini, Alessandra Oneto, Daniela Moggia, Metella Cepollina) lo abbiamo accolto nei locali gentilmente messi a disposizione dalla parrocchia di Caperana. Insieme ai componenti del Presidio, erano presenti Stefano Busi, referente regionale Libera Liguria, Marcello Scaglione, responsabile del progetto Memoria di Libera Genova e i rappresentanti di alcune delle associazioni del territorio con cui abbiamo stretto importanti legami di collaborazione, al fine di portare avanti azioni comuni di promozione della cultura della legalità e dei diritti.

Dopo la presentazione del Presidio e delle iniziative svolte finora, volontar* e associazioni hanno parlato delle loro esperienze, maturate ciascuno all’interno del proprio contesto d’appartenenza. E’ stato un incontro particolarmente emozionante per tutti. Certamente per noi, membri attivi dell’associazione, ma non di meno per coloro che operano da anni e a diversi livelli in attività di volontariato sociale nel comprensorio del Tigullio e del suo entroterra. In particolare, Simona Rizzi- Presidente del Consorzio Tassano, Giuseppe Grigoni- direttore del Centro Benedetto Acquarone di Chiavari e dell’area socio sanitaria del Villaggio del Ragazzo, Massimo Maugeri di Legambiente Genova, Aurora Pittau dell’associazione culturale “Futura” di Lavagna, Laura Reni del movimento “Italia che R-Esiste Tigullio”, Andrea Sanguineti di “Verità e Giustizia: il Tigullio per i diritti” e Patrizia Defranceschi de “L’Incantevole Aprile”, associazione che si occupa di valorizzazione della letteratura al femminile e di sensibilizzazione sulla violenza di genere. Si tratta di realtà, alcune più grandi altre più piccole, tutte accomunate dall’obiettivo di dare una risposta alle situazioni di ingiustizia, illegalità, razzismo, disuguaglianza, violenza, povertà educativa, disagio sociale e dissesto ambientale sempre più crescenti nella nostra società, anche a livello locale.

Numerosi, dunque, i temi oggetto della conversazione che il Presidio Green ha iniziato a tessere e intende proseguire nel futuro del suo cammino. Con la sensibilità umana e la passione ideale che da sempre lo contraddistinguono, don Ciotti non ha mancato di raccogliere il testimone proveniente dalle diverse rappresentanze, indicandoci con fermezza ed entusiasmo la strada da seguire.E cioè quella di uno sguardo trasversale, “meticcio” che metta in collegamento i diversi fenomeni, superando la ristretta visuale del proprio particolare. Lo sguardo di una rete che è più delle semplice somma dei gruppi e degli individui che la compongono, perché ha in sé il valore aggiunto dato dallo stare insieme. Ognuno declina l’impegno in base alle sue possibilità e modalità, ha sottolineato don Ciotti, ma il fine è comune: un cambiamento autentico e profondo per realizzare una società più giusta e più libera. A partire dalle comunità locali, dalle relazioni quotidiane, dalla scuola e dalla famiglia. Senza aver paura di “alzare la voce”di fronte all’illegalità, alla corruzione, alla manipolazione della verità, né senza disconoscere ciò che funziona nel nostro vivere con gli altri. E’ un’azione lunga e faticosa, che richiede, mai come oggi, “uno scatto in più”.

Con questo messaggio don Ciotti ha salutato noi del Presidio Green e le realtà con cui collaboriamo. E lo stesso messaggio ha affidato ai tanti cittadini, chiavaresi e non, che hanno partecipato all’evento serale di cui è stato protagonista in piazza N.S. dell’Orto, di fronte alla Cattedrale e al Municipio di Chiavari, in un dialogo con don Alberto Gastaldi, responsabile diocesano per la Pastorale giovanile. “Cosa significa liberare la libertà? Liberare le persone che ancora libere non sono”. Dai soprusi, dalla povertà, dall’ignoranza, dalle guerre, dalle fragilità che i poteri criminali, vecchi e nuovi (mafie, droga, gioco d’azzardo), sfruttano a vantaggio del predominio dei forti sui deboli, privati della dignità, della speranza e talvolta persino della vita. Uno stato di cose che il Covid ha aggravato fortemente, ma che sussisteva ben prima. C’è il rischio di essere portati a dare della libertà una lettura possessiva, egoistica: la libertà dell’io. Ma la vera libertà è il Noi, non l’io. Si è veramente liberi insieme”, ammonisce don Ciotti.

Sono tante, troppe le persone non libere oggi. Ci camminano a fianco e spesso non le vediamo. Ma con un diverso sguardo le possiamo riconoscere. Pronto ad iniziare un nuovo anno sociale, il Presidio “Nicholas Green” del Tigullio proverà a farlo!