Nel gioco d’azzardo ogni ligure spende 1380 euro all’anno

Gioco d’azzardo: in Liguria la legge 17 del 

22 dicembre 2021 slitta ancora.

Il consiglio regionale boccia l’emendamento delle opposizioni Ancora una volta viene fatta slittare la legge regionale che regolamenta le attività di contrasto al gioco d’azzardo, voluta nel 2012.  La legge stabilisce che non possano esserci sale slot ed esercizi commerciali con videolottery a meno di 300 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese e spazi di aggregazione per giovani. La legge, con la amministrazione in carice nel 2012, era stata approvata all’unanimità, dava cinque anni di tempo agli esercenti per adeguarsi, ma nel 2017. La giunta di centrodestra aveva concesso un altro anno, salvo poi rinviare ulteriormente nel 2018 finché non fosse stato approvato il nuovo testo unico regionale sulla disciplina del gioco d’azzardo. Il nuovo testo che avrebbe abrogato la legge del centrosinistra, ma dopo essere passato in giunta nel 2018, non ha mai iniziato l’iter in consiglio regionale, indispensabile per l’entrata in vigore. L’opposizione con un emendamento al collegato alla legge di stabilità ha provato a fermare il rinvio a fine 2022, ma ha trovato il muro della maggioranza di centrodestra. Libera che partecipa alle attività di coordinamento per le attività di prevenzione dell’azzardopatia con “mettiamoci in gioco” ha riscontrato in tutti questi anni che c’è più attenzione verso il consenso elettorale che alla salute dei cittadini”. La scelta del non volere applicare la legge, facendo slittare la sua applicazione o presentarne un’altra di indirizzo contrario, significa non volersi esporre e non scontentare nessuno. La battaglia contro il gioco d’azzardo è un impegno di “mettiamoci in Gioco a livello regionale e un impegno di Libera e di altre associazioni nella “consulta genovese permanente sul gioco con premi in denaro”. Consulte che con le giunte precedenti si confrontavano con una politica attenti ai problemi, politici che ascoltavano i suggerimenti delle associazioni che si occupavano dei problemi drammatici che crea l’azzardopatia