Il torneo di calcetto con i ragazzi della giustizia minorile, nel segno della memoria e dell’impegno.

15 – 22- 29 giugno 2021

Genova – Quartiere Certosa – Rivarolo

CONIUGARE SPORT CON I PERCORSI DELLA GIUSTIZIA MINORILE_________________________

L’iniziativa “D(i)RITTI IN RETE” si colloca all’interno della più ampia progettualità che Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie –  promuove nell’ambito della giustizia minorile.

A partire dall’esperienza “Amunì”, il primo progetto rivolto ai ragazzi dell’area penale e nato in Sicilia, ad oggi sono presenti numerosi percorsi in diverse regioni italiane tra cui la Liguria.

A Genova il progetto “Amunì” si declina in progetto Anemmu e coinvolge ogni anno circa 25-30  minori e giovani adulti seguiti dagli Uffici di Servizio Sociale per  Minorenni (U.S.S.M), che stanno svolgendo un progetto di giustizia ripativa.

All’interno di questa cornice nasce la volontà di costruire momenti di scambio tra i diversi progetti e di conoscenza reciproca tra ragazzi coinvolti.

L’attività sportiva viene proposta non solo come strumento di aggregazione, ma come chiave per la crescita personale e di gruppo. Attraverso la formazione di una “squadra” ai partecipanti verrà data l’opportunità di esplorare i confini tra il sé e gli altri, riconoscendo nel gruppo valori importanti come l’aiuto reciproco, la mediazione, la valorizzazione delle competenze di ciascuno. Inoltre, i ragazzi verranno spronati a misurarsi con la fatica e la disciplina, a rispettare il proprio corpo, a confrontarsi con la rivalità, ad imparare a riconoscere le proprie risorse e i propri limiti per raggiungere obiettivi individuali e di gruppo. In questo contesto particolare lo sport assume anche una seconda valenza: trasformare l’impulso in disciplina, offrendo così al conflitto, un aspetto importante della vita, di esprimersi in un contesto adatto e positivo.

Questo l’obiettivo di “D(i)RITTI IN RETE”, un torneo di calcio a 5 con la partecipazione di una delegazione dei ragazzi impegnati nel progetto Anemmu. 

Ogni squadra viene invitata ad  “adottare” una vittima di mafia, il cui nome li accompagna per tutto il torneo e sarà stampato sulle maglie dei calciatori.

IL CALCIOSOCIALE _______________________________________________________

Nella realizzazione del torneo si è pensato di adottare una metodologia specifica, capace di rispecchiare le finalità dell’intervento anche nella scelta dello sport più adatto. Per questo motivo è stato scelto il “calcio sociale”.

 Consapevoli che il calcio spesso porta spesso con sé critiche, violenze, competizione eccessiva, accuse di illegalità, di mancanza di fair play, di scarsa capacità educativa, Calcio Sociale rappresenta un nuovo modo di intendere il calcio, trasformandolo in un’occasione di integrazione ed educazione: è il modello di uno stile di vita improntato ai valori dell’accoglienza, della giustizia e della cooperazione.


L’idea del Calcio Sociale è nata nelle periferia romana di Corviale, dove questo sport è diventato uno strumento per l’integrazione sociale, un progetto pedagogico e psicoterapeutico per la “rinascita” del quartiere Corviale indirizzato anche ai residenti in stato di forte disagio familiare o sociale o con disabilità.
Dopo l’incontro con l’associazione che gestisce il progetto di Calcio Sociale a Roma e dopo aver toccato con mano il potenziale e le grandi trasformazioni sociali e urbane che il progetto ha portato in quella realtà, i giovani di ACMOS hanno deciso di sperimentare questa esperienza sul territorio di Torino.

Le regole del Calcio Sociale sono le seguenti:

  • tutti possono giocare a Calcio Sociale;
  • nessuno resta in panchina: ogni 5 minuti si ruotano i giocatori, in modo che tutti giochino;
  • le squadre sono miste, costruite secondo uno schema preciso (basato sui coefficienti di bravura assegnati ad ogni giocatori) che ne garantisce l’equilibrio;
  • in ogni squadra c’è un educatore che dirime i conflitti;
  • non esistono arbitri, ma sono i capitani a dover trovare un accordo;
  • ciascun giocatore non può segnare più di tre gol a partita;
  • il calcio di rigore viene battuto dal giocatore meno forte.

Adottare questa metodologia con i percorsi “Amunì” significa riabilitare uno sport che ha perso il suo valore educativo per far tornare ai ragazzi la voglia di credere nello sport sano e divertente e significa, soprattutto, parlare di legalità e giustizia attraverso uno strumento che possa coinvolgere tutti.

I DESTINATARI ___________________________________________________________

Il progetto Diritti in Rete viene avviato a livello locale e a Genova sarà promosso dai ragazzi del Progetto Anemmu. Ha l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare altri gruppi di giovani del territorio alle tematiche della cittadinanza della legalità e della memoria.

Ogni gruppo parteciperà con una delegazione composta dai 6 agli 8 partecipanti.

I LUOGHI  _____________________________________________________________________

Le attività di svolgeranno all’interno del quartiere Certosa- Rivarolo che nel 2018 è stato colpito dalla tragedia del crollo del ponte Morandi.

Il tema della “memoria” è infatti il punto cardine da cui prende vita questa iniziativa, che ricorda appunto alcune vittime di mafia e che nel contesto genovese si incrocia con la memoria delle vittime del ponte Morandi. Nel dettaglio un incontro si svolgerà  al Giardino della memoria  in via Fillak, e gli altri due presso il campetto di calcio della chiesa di San Bartolomeo della Certosa.

IL PROGRAMMA ______________________________________________________________________

Martedì 15 giugno

Ore 15.00- 17.00 presso Giardino della Memoria sotto Ponte San Giorgio.

  • Apertura di “Diritti in Rete” presentazione progetto e delle attività.
  • Incontrocon Lucilla Andreucci ex maratoneta e mezzofondista italiana. Ha corso per il Cus Roma e poi per il Gruppo sportivo del Corpo Forestale dello Stato. Referente del coordinamento di Libera Milano e responsabile del settore sport di Libera Sport.

Martedì 22 giugno

Ore 17.30 – 19.00

Incontro presso campetto di calcio San Bartolomeo della Certosa  Via S. Bartolomeo della Certosa, 15 

  • Incontro con ex calciatore su tema dello “sport e legalità” (da definire il contenuto dell’incontro) ,
  • Allenamento in vista del torneo.

Martedì 29 giugno

Dalle 17.30 alle 19.30

Torneo di calcetto campetto di calcio San Bartolomeo della Certosa  Via S. Bartolomeo della Certosa, 15 

Il torneo coinvolgerà 3 squadre,

Le squadre coinvolte saranno:

  • Ragazzi del Progetto Anemmu
  • Ragazzi del Presidio Francesca Morvillo
  • Gruppo Giovanissimi Azione Cattolica parrocchia s. Bartolomeo della Certosa