“D(i)RITTI IN RETE” è un progetto che si colloca all’interno della più ampia progettualità che Libera ha strutturato negli anni con i ragazzi della giustizia minorile.

Un progetto che usa “lo sport come strumento educativo” per diffondere i valori di cittadinanza, memoria, legalità cari a Libera e che negli anni scorsi ha coinvolto centinaia di ragazzi e ragazze da tutta Italia in campi esperienziali di volontariato e formazione.

L’attività sportiva viene proposta in questo progetto, non solo come strumento di aggregazione, ma come chiave per la crescita personale e di gruppo. Attraverso la formazione di una “squadra di calcio” ai partecipanti viene data l’opportunità di esplorare i confini tra il sé e gli altri, riconoscendo nel gruppo valori importanti come l’aiuto reciproco, la mediazione, la valorizzazione delle competenze di ciascuno.

Così il 15, 22 e 29 giugno in Valpolcevera si sono svolti tre momenti che hanno dato avvio a questo progetto che si svilupperà per tutto il 2021, per parlare di sport, per conoscere degli atleti che hanno fatto dello sport una esperienza di crescita e di vita, per praticare lo sport, coinvolgendo altri giovani del territorio e creare reti.

Perché in Valpolcevera? Perché proprio qui nel mese di ottobre dello scorso anno i ragazzi di Anemmu avevano iniziato le loro attività, per conoscere il territorio e coinvolgere altri gruppi presenti e diffondere i temi di legalità e cittadinanza. La Valpolcevera, perché dopo il crollo del Ponte Morandi, è apparso uno dei quartieri più fragili della città in cui si è deciso di concentrare le energie di questi giovani.

Il primo incontro – il 15 giugno – si è svolto infatti presso la Radura della Memoria, proprio per ricordare le vittime del 14 agosto del 2018 con il crollo del Ponte Morandi.

 D(I)RITTI IN RETE, mettendo al centro “la memoria delle vittime di mafia” ha voluto accostare anche quelle 43 vittime (di un sistema di corruzione e malaffare) a quella memoria che Libera cerca sempre di coltivare e nutrire affinché non vada perso il patrimonio che questa esperienza ha lasciato in tutti noi.

In quella occasione una ospite d’onore Lucilla Andreucci, referente nazionale di Libera Sport, ex maratoneta, ha coinvolto i ragazzi nella narrazione della sua esperienza di atleta e di volontaria di Libera.

Nella meravigliosa cornice del Chiostro di San Bartolomeo della Certosa, il 22 giugno i ragazzi di Anemmu insieme ai giovanissimi di San Bartolomeo della Certosa, hanno incontrato l’ex calciatore Antonio Cassano. Un incontro semplice e diretto, in cui i ragazzi hanno chiacchierato con l’ex campione di calcio, della sua esperienza, di campionati europei, del valore dello sport, e con cui hanno poi fatto una partita di calcio.

Infine il 29 giugno sempre nel campetto di San Bartolomeo della Certosa, l’incontro conclusivo di questa prima parte di progetto con il torneo di calcio dedicato alle vittime di mafia. Ferdinando Liquori, Graziella Campagna, il giudice Rosario Livatino queste le vittime a cui sono state dedicate le squadre che hanno partecipato. Triangolare, che ha visto scendere in campo i ragazzi di Anemmu, i ragazzi e le ragazze del Presidio Francesca Morvillo e i giovanissimi di San Bartolomeo della Certosa. Coinvolti indirettamente anche i giovanissimi del Laboratorio Tempi Moderni che hanno realizzato le bellissime targhe per la premiazione.

L’esperienza di D(I)RITTI IN RETE è stata molto intensa e gratificante e ha visto i ragazzi della giustizia minorile essere protagonisti, oltre che in qualità di vincitori del torneo, soprattutto   come promotori di una iniziativa di valore, protagonisti di un lavoro di comunità, in un territorio che ha vissuto e vive ancora oggi la fatica del ritorno alla normalità.