“Adelante Pedro con juicio si puedes” questa è la frase che viene rivolta al cocchiere mentre la carrozza passa tra la folla ostile.” dai Promessi sposi”
Anche noi dobbiamo andare avanti con giudizio ma dobbiamo andare avanti. La conferenza di organizzazione e di programma di quest’anno sociale è partita considerando le difficoltà esistenti per poi costruire l’organizzazione che funzioni per la gestione di un programma anche se l’organico di volontari è precario e sempre in movimento.
Abbiamo messo a confronto, un piano operativo che interagisce con associazioni che hanno compiti istituzionali diversi e con persone che hanno tra di loro storie sociali, appartenenze politiche e esperienze lavorative differenti.
Persone e associazioni che riescono a convivere in libera perché condividono un unico obiettivo che diventa un forte collante ed è la difesa della legalità, della democrazia, la lotta contro tutte le mafie e con l’impegno per il raggiungimento di una giustizia migliore.
Siamo partiti da un lavoro organizzato con volontari e ci siamo posti l’obiettivo di perfezionarlo mettendo al centro dei nostri comportamenti e obiettivi “relazione, aggregazione, urgenza”.
In questa situazione articolata e a volte complessa, riusciremmo produrre risultati apprezzabili, se saremo nelle condizioni di programmare nei tempi giusti le nostre attività.
Si può fare di più e meglio di quanto abbiamo fatto sin’ora?
Certo si può fare di più e meglio se la struttura cresce in termini di presenze, se crescono il numero dei presidi di legalità, se cresce la contaminazione con le associazioni della rete, e se avremo disponibilità finanziarie adeguate.
Questa nostra forza di volontà, che ci richiede di fare di più e meglio, ci richiede anche organizzazione e responsabilità più corrispondenti al ruolo che andremo a rappresentare sul territorio.
Se vogliamo dare senso alle parole: dobbiamo dire che per relazione intendiamo buoni rapporti e rispetto tra le persone, buoni e funzionali rapporti tra le strutture ai diversi livelli di Libera partendo dai presidi e di buoni e funzionali rapporti con le strutture della rete.
Per aggregazione parliamo di progetti mirati alla crescita della forza organizzativa di libera, parliamo di rappresentanza e di rappresentatività.
Urgenzapossiamoinquadrarla come definizione delle priorità e come un miglior utilizzo del tempo.
La rete insieme al lavoro dei volontari e volontarie è la parte più importante della nostra organizzazione.
Dobbiamo riconsiderare insieme questa nuova potenzialità contaminandoci e facendo crescere nel corpo dei diversi sistemi associativi che aderiscono a Libera la cultura della legalità e della responsabilità. Non si può dare tutto per scontato.
“campagna mai più fascismi”
Le azioni violente che si sono manifestate il mese scorso nei confronti della sede della CGIL di via del Corso a Roma, sono state un attacco alla rappresentanza del mondo del lavoro e le frasi lanciate da quel palco in Piazza del Popolo che hanno dato il via a quella azione squadrista,
La difesa della democrazia, la conquista di maggior giustizia è un interesse comune e questa è la nostra anima.
Quindi solidarietà alla CGIL e alla rappresentanza del mondo del lavoro; su questo siamo chiari, non mediamo, non facciamo nessun scambio, non facciamo sconti a nessuno.
A Roma il 16 ottobre in piazza San Giovanni c’eravamo anche noi di Libera ed eravamo in tanti.
Don Ciotti sul palco e in piazza tante nostre bandiere.
Dietro a quelle bandiere tanti uomini e donne di diversa età. Non tutte e tutti iscritti alla CGIL o alla CISL o alla UIL ma uomini e donne che con quelle bandiere volevano dimostrare la loro reazione alla offesa per il colpo dato alla democrazia.
Quando parliamo di memoria ci riferiamo alla vittime innocenti della mafia ma per noi è anche memoria le vittime di quelle tragedie e massacri che quelle politiche del nazifacismo hanno creato nel secolo scorso.
Questo è Libera, questo siamo noi.
La buona relazione è l’idea, è il comportamento che ci fa rispettare i diritti degli altri.
Dobbiamo partire da questo preambolo di carattere generale per costruire la nostra carta d’identità e ritornando alla conferenza di organizzazione per tentare di programmare il nostro calendario di impegni specifici.
Dobbiamo farlo prestando attenzione dove posiamo i piedi ma guardando anche lontano.
Dobbiamo costruire un quadro con una grande prospettiva dove si possa vedere il nostro presente e il nostro futuro.
Il coordinamento di Libera Genova che comprende le 28 associazioni deve essere coinvolto e deve diventare parte della nostra forza.
Quando abbiamo deciso di aderire a Libera, abbiamo deciso anche di rappresentare quel progetto e su questo dobbiamo essere conseguenti e coerenti.
Io spero che la nostra scelta che si racchiude nei punti: relazione, aggregazione, urgenza, e organizzazione siano elementi rafforzativi alle caratteristiche di quel progetto culturale e ideale che libera rappresenta.
Camminiamo sapendo che se camminiamo da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano … camminiamo sapendo che tutti i grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina e speriamo che mentre pensiamo alle grandi cose si affianchino in questo cammino tante altre volontarie e tanti altri volontari.
Il terreno su cui lavorare è variegato serve la collaborazione del maggior numero di persone…….
Questo è Libera “numeri e nomi contro le mafie” questo è il nostro mondo convinti che i nostri comportamenti, le nostre coerenze possano portare elementi di educazione alla legalità e alla difesa dei diritti umani.
La conclusione di questo percorso con la riunione alla presenza di Don Ciotti dà il via al nostro programma a alle proposte, ai comportamenti indicati nelle relazioni del giorno 3 novembre.
Adesso si deve solo proseguire nel lavoro organizzandoci meglioInsieme ce la faremo