Nel mese di novembre i ragazzi del presidio Francesca Morvillo hanno accompagnato Fabrice Rizzoli e Mathilde Dorcadie nella scoperta del centro storico genovese e delle associazioni che svolgono le proprie attività in beni confiscati alla criminalità organizzata.

Hanno incontrato e conosciuto l’associazione Gigi Ghirotti, la realtà del cicloriparo e l’associazione Pas à pas.

Fabrice, ricercatore e presidente dell’associazione francese Crim’HALT, e Mathilde, giornalista che scrive per la rivista europea Cafébabel, portano avanti un progetto europeo di ricerca scientifica e giuridica, all’interno del quale studiano il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata e alla mafia.

A seguito dell’approvazione in Francia, dopo undici anni di campagne di sensibilizzazione e di battaglie, della legge sul riuso sociale dei beni confiscati, il lavoro effettuato da Mathilde e Fabrice si configura come ancora più rilevante ed essenziale. Lo studio di realtà che già operano nel contesto cittadino (e non solo) e che svolgono le loro attività in un bene confiscato, infatti, può fornire spunti ed elementi importanti circa i passi e le procedure da seguire per usufruire al meglio, in un nuovo contesto, della normativa che prevede il riuso, appunto, sociale degli immobili e dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Dopo aver incontrato a Castel Volturno la cooperativa sociale le terre di Don Peppe Diana che produce la mozzarella di Bufala (e altri formaggi) in un bene confiscato, Fabrice e Mathilde hanno deciso di venire a Genova e di conoscere alcune delle associazioni attualmente assegnatarie di beni confiscati, collocati principalmente nel centro storico cittadino (l’elevato numero di beni oggetto della confisca Canfarotta, infatti, ha subito attirato l’attenzione dei due studiosi francesi).

Durante il pomeriggio trascorso insieme, Mathilde e Fabrice hanno avuto modo di interfacciarsi con varie realtà associative, nonché di scoprire le numerose saracinesche appartenenti a beni confiscati che sono sparse per i vicoli di Genova e che sono state dipinte da diversi volontari e volontarie.

Hanno, tra gli altri, intervistato la presidente, nonché volontaria, dell’associazione Pas à pas. L’incontro è stato molto interessante: Mathilde e Fabrice si sono fatti raccontare com’è nata l’associazione, quali sono le attività che svolgono, com’è avvenuta l’assegnazione del bene, nonché quali sono state le difficoltà vissute a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

La presidente ha spiegato che Pas à Pas è un’associazione che da anni fornisce gratuitamente corsi di italiano agli stranieri e alle straniere che ne facciano richiesta. Possono anche rilasciare, superato il corso con esito positivo, la certificazione di lingua necessaria per ottenere i documenti per soggiornare in Italia.

Si tratta altresì di un luogo di aggregazione e in cui far vivere il concetto di comunità. Infatti, le persone che beneficiano dei corsi vengono coinvolte nelle attività dell’associazione, anche mediante la proposizione di corsi in cui viene insegnata la loro lingua d’origine.

Pas à pas è assegnataria di un bene confiscato collocato in Vico delle Vigne. La volontaria ha raccontato che la partenza dei corsi nel bene è stata in salita, dal momento che è stato necessario effettuare dei lavori di ristrutturazione non irrilevanti. Grazie a una raccolta fondi realizzata tramite il metodo del crowdfunding, l’associazione ha potuto eseguire gli interventi richiesti dallo stato dell’immobile, potendo così avviare le attività d’insegnamento.

La presidente, inoltre, ha evidenziato come l’emergenza sanitaria li abbia costretti a ripensare alle modalità di svolgimento delle lezioni tramite, ad esempio, il ricorso alla teledidattica, ma ci ha raccontato anche come, attualmente, le classi di lingua siano ricominciate in presenza.

Nello stesso pomeriggio Fabrice e Mathilde hanno conosciuto anche l’associazione Gigi Ghirotti, che ha in gestione un bene confiscato in Via Canneto il Lungo, e la realtà del cicloriparo, assegnataria di un bene confiscato in Vico degli Eroi.

Questi due incontri, come il precedente, sono stati carichi di emozioni e di interesse e hanno permesso di mettere in evidenza l’impegno e la dedizione che, quotidianamente, ci mettono le persone che vi operano.

In particolare, Fabrice e Mathilde sono rimasti molto colpiti dalle vicende personali di uno dei volontari del cicloriparo, il quale ha conosciuto da vicino il fenomeno mafioso e ha deciso di fornire il proprio contributo alla lotta contro la criminalità organizzata.

Consapevole di quanto sia importante che i beni confiscati vengano restituiti alla comunità, insieme agli altri volontari e alle altre volontarie si è adoperato al fine di ottenere la gestione di uno degli immobili della confisca Canfarotta, sì da offrire alla città non solo un luogo in cui i riders (e altri) possono riparare la propria bici gratuitamente, ma anche un posto in cui le persone possono imparare a saltare in sella e a pedalare!