Sabato 31 luglio, a Rezzoaglio, in val d’Aveto, il presidio “Nicholas Green” del Tigullio ha organizzato l’evento “Riscopriamo il territorio con Libera. Una giornata di impegno, formazione e benessere”. Una giornata tanto lunga quanto difficile da concludere, perché interessantissima e piena di spunti di riflessione e di azione “di rete” per il prossimo futuro. Ospiti del Consorzio della Quarantina, per noi è stato il primo evento in presenza del 2021: una sorta di giornata di campo estivo, anche se non in senso proprio, sulla tematica dell’ambiente, dopo gli incontri online sulla violenza contro le donne, l’azzardopatia e il razzismo nel linguaggio.


Ci siamo ritrovati di prima mattina davanti alla sede del Parco della val d’Aveto (località Villa Rocca), per incamminarci subito, inoltrandoci tra i boschi, verso il luogo oggetto della nostra prima attività: la pulizia del sentiero, in località Cerisola, risalente al 1600, su cui il Consorzio della Quarantina-Associazione per la Terra e la cultura rurale ha intrapreso un’opera di ripristino a tutela dell’antico lastricato.

Lo scorso novembre, grazie alla segnalazione di un suo socio, il Consorzio è venuto a conoscenza di un progetto per realizzarvi una centralina idroelettrica. In seguito alle segnalazioni agli enti preposti che avevano rilasciato la concessione, la ditta esecutrice ha riconosciuto la presenza di tratti lastricati sui 3 km di sentiero interessati dallo scavo per la posa della tubatura e si è impegnata al loro ripristino. Per dare maggior peso al fatto, il Consorzio ha dichiarato pubblicamente la volontà di ripulire e valorizzare il sentiero col lavoro volontario dei suoi soci, auspicando il coinvolgimento di altre associazioni in questa attività, al fine di dare un forte segnale agli enti locali, e di ottenere maggiore attenzione.

Il Presidio Green ha voluto raccogliere l’appello. Tutti insieme, abbiamo ripulito parte di una strada storica che dal fondovalle porta al Monte Aione, dove nel 1600 c’era una ferriera dei Doria, riconquistando la capacità di intervenire sul territorio senza dover sempre aspettare l’iniziativa degli enti pubblici.Due ore di duro lavoro che ha reso di nuovo percorribile il tratto. In venti cittadini, abbiamo dato vita ad un’azione da promuovere sempre di più a livello regionale. In Liguria registriamo, infatti, una quantità considerevole di abbandoni del territorio; riappropriarsene, tramite l’opera di volontari, è un’opportunità importante per implementare i necessari investimenti da parte dei decisori politici.

Dopo una meritata pausa pranzo, che è stata l’occasione per gustare torte tipiche dolci e salate, realizzate dell’agriturismo “L’Oasi”, parte del Consorzio, e per rinfrescarci nelle meravigliose acque del ruscello a fianco del sentiero, abbiamo svolto una specifica formazione sulla valorizzazione dell’agricoltura locale, la cura e il recupero del territorio, a partire proprio dalla rete sentieristica e dall’introduzione di nuove colture. Ce ne hanno parlato ampiamente gli amici Fabrizio Bottari, presidente del Consorzio della Quarantina, e Massimo Maugeri di Legambiente Liguria, motivandoci ad agire insieme perché questo patrimonio paesistico e di mestieri non vada distrutto.

Il Consorzio della Quarantina è un’associazione senza scopo di lucro, formata da agricoltori per mestiere o per passione, da negozianti e ristoratori, e da chi desidera sostenere il mondo rurale con lo scopo di tutelare e promuovere il lavoro dei contadini e i loro prodotti, l’agricoltura familiare; il recupero abitativo e produttivo del territorio e la sua salvaguardia; le varietà e le razze tradizionali; i luoghi e le attività comunitarie, conviviali  e di sussistenza; le titolarità collettive e i saperi tramandati; le culture pratiche locali; l’artigianato manuale; la conservazione e lo scambio dei semi.

Tanti, dunque, i progetti nati in val d’Aveto per volontà del Consorzio: progetti di coltivazione con la cooperativa “Terre a colori”, di comunanza agraria per il riutilizzo degli usi civici, di studio con il Centro di documentazione agraria, di turismo sostenibile. Insieme a Fabrizio,abbiamo visto anche la parte agricola della zona, dove sono state recuperate le vecchie varietà locali di patate, fagioli e mais quarantino. Sono conservate e riprodotte presso la “Casa dei Semi” di Villa Rocca, così da poterle diffondere tra chiunque sia interessato a reintrodurre la loro coltivazione.

A conclusione della giornata, la merenda con marmellata e yogurt offerti dal Consorzio. Un momento in cui abbiamo raccolto le impressioni e gli stimoli per dare vita ad una fattiva collaborazione tra associazioni (tra cui, anche il Cai), per tutelare il territorio dell’entroterra del Tigullio, e consegnarlo alle generazioni future come ci è stato dato dai nostri nonni. Potete vivere con noi i momenti più significativi di questa giornata sul canale Youtube di Presidio. Buona visione