Genova, 19/02/2016.

“Ci saremmo ovviamente attesi di commentare una notizia diversa, che confermasse il lavoro investigativo ventennale della magistratura ligure e delle forze inquirenti, che hanno assicurato alla giustizia i capi del presunto sodalizio ligure (di cui paradossalmente è ancora in discussione l’esistenza) e hanno fatto luce sulle criticità fortissime del Ponente Ligure.

Rispettiamo tuttavia le valutazioni dei giudici, che certamente segnalano la necessità di uno sforzo di approfondimento e lettura della realtà ancora più acceso e penetrante. L’accertamento delle responsabilità penali individuali e in ordine a determinati fatti spesso e a ben vedere si dissocia dell’accertamento di un fenomeno sociale e storico, quale riteniamo si possa definire il radicamento in Liguria della ‘ndrangheta e di altre organizzazioni criminali – peraltro comprovato da decisioni di altri giudici, come nel processo di appello per l’inchiesta “La Svolta” o nei numerosi procedimenti di prevenzione, personale e patrimoniali, aperti e conclusi in tutta la regione.

L’impegno di Libera proseguirà con più determinazione e corresponsabilità nella consapevolezza di un cammino ancora lungo, per la formazione di una coscienza diffusa e comune sull’emergenza e la pericolosità dell’insediamento ‘ndranghetista.“

In una nota Libera Liguria sulla sentenza d’Appello del processo “Maglio 3”, emessa questa mattina dai giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Genova.