Il mio percorso con Libera è iniziato grazie ad una persona, la mia
Maestra della scuola Primaria, che ha deciso, prendendosi una
grande responsabilità, di educare e istruire me e i miei compagni,
alla Legalità responsabile. Col passare del tempo ho compreso
cosa volesse dire omertà e che cosa fosse la mafia, ho capito,
soprattutto, l’importanza di educare i più giovani alla Legalità. Nel
2017, durante il 21 Marzo, Giornata nazionale della Memoria e
dell’ Impegno, in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia,
partecipai per la prima volta, insieme alla mia Maestra al corteo
che si svolse a Genova. Per me fu una grande emozione
incontrare alcuni degli esponenti provinciali e regionali di Libera.
In seguito a questo importante evento, scrissi una lettera aperta
dove spiegai che razza di mostro fosse la mafia, raccontai la storia
di uomini e donne coraggiosi che alzarono la testa e ruppero
quello schema di apparante normalità che si estendeva, non solo
sulla Sicilia, ma ovunque si trovasse un clima di paura, omertà e
sfiducia; raccontai la storia di uomini e donne come Giovanni
Falcone, Paolo Borsellino, Lea Garofalo, don Puglisi, Natale
Mondo…. La mia Maestra, profondamente colpita dalle mie
parole, insistette così tanto, che fece pubblicare la lettera sul sito
della scuola. Intanto io crescevo, leggevo e mi documentavo
anche per conto mio. Alla conclusione della quinta elementare e
del percorso svolto con lei, ci portò a visitare alcuni dei beni
confiscati alla ‘ndrangheta proprio nella nostra città a Genova e a
Cascina Caccia, un bene confiscato in Piemonte; ci fece anche
conoscere Marcello Scaglione, nipote del magistrato assassinato
dalla mafia negli anni ’70. Marcello Scaglione era un professore,
che ci raccontò come un giorno il boss mafioso del paesino
siciliano, dove lui insegnava, cercò di dissuaderlo, attraverso un
piccolo, ma significativo gesto di “corruzione”, nel suo intento di
far cambiare il comportamento del figlio a scuola. Ciò mi fece
capire quanto la mafia teme davvero la scuola. Mia madre, poi,
decise di raccontarmi, che anche mio nonno aveva saputo
ribellarsi alla mafia pugliese, rifiutandosi di pagare il pizzo; mi
rivelò come tremasse la pelle dalla paura quando si viene
minacciati, ma come da quella stessa paura nascesse la forza di
lottare per la giustizia. Forse anch’io dentro sento un po’ di quella
forza.
Nel 2018 purtroppo dovetti lasciare la mia Maestra (anche se non
proprio del tutto) perché andai alla scuola Media, dove incontrai
un’altra persona che continuò il percorso alla Legalità
responsabile, seppur in modo diverso: la mia Professoressa di
Italiano. Nei tre anni alle medie, la mia Maestra mi ha spesso
coinvolta in tanti eventi organizzati da Libera. Così con un gruppo
di compagni ci siamo ritrovati, negli anni successivi, a Sarzana e a
Sestri Levante in occasione del 21 marzo; sempre con loro
abbiamo aderito all’evento delle 25 fiaccole di Memoria, poco
prima del lockdown. Una grande emozione è stato partecipare la
scorsa estate alla registrazione del video sulla Memoria realizzato
da Libera Genova, nel centro di Genova: i nostri cento passi per
non dimenticare! Queste esperienze mi hanno suggerito l’idea
per l’elaborato finale di terza media. Ho scelto la figura di
Giovanni Falcone e cio’ che lui ha lasciato attraverso i suoi
insegnamenti, le sue idee. L’esposizione dell’ argomento ha
commosso molte mie insegnanti, una cosa di cui sono
particolarmente orgogliosa, perché significa che ho lasciato un
segno, che non sono state parole gettate al vento come se fosse
stata una poesia recitata, ma sono riuscita a trasmettere loro la
passione per quello in cui credo e il mio messaggio di Speranza ed
Impegno!
“Libera”: il nostro cammino….
Io sono la maestra della scuola Primaria che ha condiviso con i
propri bambini un ricco ed emozionante percorso, sui temi della
Legalità responsabile, della Giustizia sociale, della mafia e
dell’antimafia, della Memoria e dell’Impegno.
L’idea di realizzare in classe questo progetto è nata dalla
consapevolezza che la Scuola sia un’ importante agenzia
educativa e che l’insegnante abbia un ruolo fondamentale nella
formazione della coscienza civile dei futuri Cittadini.
Prima di intraprendere il nostro percorso a scuola , io ne avevo
svolto uno personale, iniziato nel 2015, con un Campo di “Estate
Liberi “, in Sicilia, su un bene confiscato alla mafia, fino a
diventare volontaria di un presidio di Libera Genova.
Sicuramente l’informazione e la formazione ricevute in Libera,
l’esperienza di quattro campi estivi al Sud, la condivisione di
eventi, iniziative, progetti con gli amici del presidio hanno
favorito l’acquisizione di competenze che mi hanno permesso di
coinvolgere i miei bambini su temi così impegnativi.
Il progetto prevedeva la lettura di testi significativi con riflessioni
comuni e attività laboratoriali; la realizzazione di elaborati; la
partecipazione ad eventi esterni; la visione di film; l’incontro con
Marcello Scaglione, come familiare di vittima di mafia.
Ho toccato con mano come concetti difficili siano stati compresi
dai bambini, attraverso la condivisione delle emozioni…
Emblematici sono stati la lettura molto commovente del libro “ La
classe dei banchi vuoti”, la partecipazione alla manifestazione del
21 MARZO con la lettura dei nomi, la visita di Cascina Caccia, ma,
soprattutto, l’ ascolto della testimonianza di Memoria di
Marcello.
Tutti i bambini hanno partecipato con interesse al progetto.
Alcuni si sono particolarmente appassionati e hanno
approfondito per conto loro le tematiche presentate. Importante
è stato anche il coinvolgimento e il supporto delle famiglie.
Ma nessun “semino” sarebbe stato accolto senza la nostra
passione, il nostro entusiasmo, che ci hanno fatto sentire un
meraviglioso NOI !!!