Si è svolto il 19 Maggio un incontro interessante, organizzato da Libera in modalità online, sulla vita  quotidiana delle famiglie in Afganistan. Esso è basato sull’esperienza diretta di Dorette Deutsch, giornalista tedesca ed iscritta alla nostra Associazione.
Dorette ci ha narrato, con molto entusiasmo e partecipazione, i suoi viaggi, effettuati insieme ad una sua amica afghana che vive a Monaco . Dopo il viaggio, la sua amica Qamar e lei hanno creato il circolo culturale “Yalda” per aiutare delle ragazze analfabete. Durante i suoi tre viaggi ha potuto conoscere   a fondo la realtà del Paese, abitando per alcune settimane con famiglie afghane  a Kabul e nella valle di Ghorband e ha potuto istaurare rapporti umani, anche di autentica amicizia, con alcune donne.
Dal suo racconto si possono dedurre alcuni aspetti significativi della vita delle famiglie.
I paesi sono formati da case costruite in argilla con grandi cortili, in cosidetti “purdah”  in ognuna delle quali vive una famiglia allargata, con circa dieci e più persone.
Si seguono nella vita di queste persone, almeno  in campagna, i ritmi naturali (sveglia all’alba e lavoro fino al  tramonto, verso le 17). Gli elementi positivi della vita in questi villaggi, che si possono riscontrare nella sua esperienza, sono: 

a)  un forte senso dell’ospitalità; l’ospite, nella loro tradizione, è considerato “un dono di Dio”

b)  la grande bellezza naturale di questi luoghi, quasi incontaminati; i cibi sani tipici del luogo sono molto buoni e cucinati con cura dalla famiglia.

c)  un forte senso  di solidarietà tra donne e soprattutto nei confronti dei membri della famiglia, ma poco sentito nei confronti degli altri, che non sono parenti. Ci sono regole, anche rigide, da seguire all’interno del clan familiare, create per difendere la famiglia dall’esterno.

d)  senso di fierezza di questo popolo; esso ha una cultura antica pacifista, lontana dal fondamentalismo e spesso non si fida delle popolazioni straniere che hanno occupato la loro terra (inglesi, russi, americani e europei ). Dovrebbero conoscere meglio e più a fondo la loro cultura passata e tenerla in maggior considerazione.  

Aspetti invece problematici, da migliorare della vita delle persone in Afghanistan sono:

a) un forte contrasto tra la campagna e i centri urbani

b) istruzione: una grande percentuale delle persone nelle campagne è analfabeta; solo le ragazze piccole frequentano ora regolarmente la scuola; dopo i 15-16 anni la maggior parte delle ragazze rimane a casa con la famiglia e non completa il ciclo di studi.

Tutti i giovani possiedono un cellulare, per comunicare tra loro e darsi appuntamento, ma moltissime ragazze non sanno leggere e scrivere e sostituiscono i nomi degli amici in rubrica con fiori etc, per poterli identificare.

Le scuole sono tutt‘ ora troppe poche.

b) educazione ad una parità di diritti e dignità tra uomini e donne è quasi assente nelle scuole ed università.

Il mondo delle donne e degli uomini è nettamente diviso. Le donne rimangono sottomesse all’autorita’ dei clan familiari; a volte non escono dal cortile delle case per anni! Non esiste la possibilità di avere in casa nessuno spazio privato; non possono vivere sole , devono essere sempre accompagnate per strada, anche in città grandi come Kabul, da un maschio (anche se è un ragazzo di dieci anni), anche per fare la spesa!

Di solito, non esiste per loro nessuna scelta personale; la maggior parte dei matrimoni sono combinati o almeno devono avere sempre l’approvazione dei clan familiari. Anche le donne più intraprendenti sono ostacolate nel loro lavoro, nelle loro iniziative, dalla società afghana, molto discriminante nei confronti della donna.

c) la sicurezza nelle città e nei villaggi non è assicurata dallo Stato. Il trasporto è spesso pericoloso; anche persone straniere, facenti parte di associazioni umanitarie, possono essere coinvolte in sparatorie e vari pericoli. 

d)  povertà generalizzata tra la popolazione e soprattutto nei villaggi, dove in molti casi vi è grande difficoltà di procurarsi le materie , che porta le persone più povere a soffrire la fame, nutrendosi a volte solo di erbe selvatiche!

e)  problema sanitario aggravato dalla pandemia di Covid-19.

Mancanza di assistenza sanitaria organizzata dallo Stato; spesso in campagna non sono presenti ospedali e vi è difficoltà a raggiungere un medico. Chi è malato, deve venire a Kabul oppure in India.

Vi è una completa mancanza di norme igieniche e protettive per impedire la diffusione del virus tra la popolazione. Molte persone in Afganistan muoiono per il Covid, ma non se ne rendono conto, non ricevono una diagnosi precisa. 

I farmaci e il materiale sanitario per la popolazione arrivano dal Pakistan o dall’India

Esaminiamo ora l’aspetto politico e sociale della popolazione afghana: 

Dopo il parziale ritiro delle truppe americane e occidentali, vi è un silenzio troppo lungo, da parte dei media sull’ Afganistan, ma la vita sociale ed economica della popolazione è peggiorata. 

La popolazione è spaventata per il futuro, vive chiusa nelle regole delle tribù; vive in modo staccato, estraneo le vicende politiche contemporanee.

I rapporti tra etnie diverse del popolo afghano  sono abbastanza tranquilli, la convivenza in molti casi è normale , ma spesso i contrasti si acuiscono e possono diventare anche violenti, a causa dell’intervento di potenze straniere (Stati Uniti, Russia, Pakistani ) che cercano di sfruttare le risorse naturali presenti nel Paese. 

Come aggiunge Antonio, sono molto ricercati in Afganistan il litio e il niobio, elementi chimici molto importanti per le batterie dei cellulari e per leghe metalliche ad alte temperature; inoltre esistono molti interessi economici delle grandi potenze sull’ Afghanistan, come quello di far passare oleodotti in territorio afghano. 

Dal punto di vista politico, le donne afghane sono presenti in Parlamento, ma sono continuamente in lotta con gli uomini che non vogliono concedere loro i diritti.

La corruzione nel Paese è molto diffusa.

La nostra giornalista Dorette ci ricorda di non dimenticarci dell’Afganistan il quale, dopo i vari sconvolgimenti politici e l’intervento delle forze occidentali, non ha migliorato le condizioni effettive di vita della popolazione!

Sono pochi e insufficienti i progetti europei necessari per agire su istruzione ed educazione dei suoi abitanti e per favorire le imprese di donne coraggiose che desiderano emanciparsi.

Occorre più considerazione ed attenzione, da parte di tutti, verso questo Afghanistan ferito e con poche speranze per il futuro!