Ho cominciato a collaborare al progetto Liberi di Crescere già all’interno della mia esperienza di volontariato tramite Servizio Civile Nazionale: era un progetto ampio, arricchente, e il mio ruolo mi ha permesso di relazionarmi con i ragazzi in maniera ancora più differente rispetto all’approccio che uno studente si aspetta normalmente da parte di una figura adulta.
Data la mia formazione universitaria (laurea in scienze psicologiche), è stata per me una grande opportunità quando ho potuto iniziare un affiancamento all’operatrice responsabile di uno dei servizi che maggiormente sentivo nelle mie corde, ossia lo sportello d’ascolto: incontri normalmente svolti in rapporto 1:1 tra educatore e alunno in uno spazio interno alla scuola, curato e allestito dall’equipe di lavoro per essere il più accogliente e sicuro possibile.
Aspetto fondamentale di tale spazio è che i ragazzi che vi partecipano si sentano tutelati e a loro agio sin dal momento della richiesta di incontro (effettuata tramite il docente referente): Un tema delicato è quello della privacy infatti, il nostro intento è quello di normalizzare la richiesta di aiuto cercando di staccarla del pregiudizio esistente. Per farlo, agiamo in due modi: da una parte, sfruttando la conoscenza pregressa e la fiducia gli altri educatori che lavorano al progetto hanno instaurato con la classe; dall’altra, presentiamo a inizio anno le azioni progettuali (con un focus sullo sportello d’ascolto) a tutte le classi prime, con l’ausilio dei docenti, al fine di rendere evidente l’utilità di uno spazio d’ascolto nel quale esprimere in maniera non giudicante le proprie difficoltà.
I temi di cui più spesso ci parlano sono la preoccupazione rispetto al proprio andamento scolastico e un’urgenza nel miglioramento dei risultati, incoraggiato principalmente dai docenti e genitori. Questo in molti casi provoca una forte agitazione e ansia perché “andare bene a scuola” non è vissuto come un obiettivo proprio ma come un dovere. Quindi aiutarli a interiorizzare questo gli permette di modificare il loro approccio allo studio e di renderlo più efficace.
Con i ragazzi interessati iniziamo dei percorsi con l’intenzione di far emergere i bisogni reali che a volte si nascondono dietro alle apparenti difficoltà. Individuiamo degli obiettivi, cerchiamo insieme delle strategie per raggiungerli e degli strumenti per superare gli ostacoli. Pensiamo lo sportello come uno spazio libero e aperto a tutti gli studenti, dove potersi confrontare e riflettere sullo stare a scuola. Vogliamo offrire uno spazio che sia per loro di sollievo nei momenti di difficoltà e che gli dia la possibilità di affrontarli ed analizzarli in una maniera più riflessiva e costruttiva.



Camila Marquez