Quando, nella prima metà degli anni ’90, prendeva forma l’idea di dar vita ad una associazione strutturalmente impegnata sui temi dell’antimafia sociale, si scelse da subito di valorizzare l’impegno che tante realtà portavano avanti da tempo. Con Libera quindi non nasceva una associazione antimafia: con Libera nasceva un coordinamento di “associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Una rete, quindi, capace di riunire sotto le bandiere dell’antimafia sociale tutte quelle realtà del mondo sindacale, associativo, di volontariato, di impegno sui territori, disponibili a battersi non solo “contro” le mafie ma “per” la giustizia sociale, i diritti, la dignità delle persone.

Sono trascorsi più di ventisei anni da quel momento, ma quella scelta è ancora valida, di più: quella scelta si concretizza ogni giorno sui territori, nelle attività quotidiane dei coordinamenti locali che riescono a tenere insieme le due dimensioni dell’impegno di Libera, quello della rete associativa e quello, non meno importante, dei singoli volontari.

Nel corso del tempo infatti sempre più persone hanno manifestato il desiderio di dedicare il proprio impegno alle attività di Libera. Per rispondere a questo bisogno, per intercettare queste disponibilità e dargli continuità, a partire del 2006 Libera ha affiancato alla dimensione del coordinamento quella dei presidi territoriali: gruppi informali di uomini e donne, giovani ma non solo, che nel nome delle vittime di mafia – cui i presidi sono intitolati – si impegnano ogni giorno nel portare avanti le attività di Libera.

Sono tre i presidi attivi sul territorio genovese: al presidio “Scaglione-Lorusso” e al presidio “Morvillo”, attivi su Genova, si è affiancato il presidio “Green”, che sviluppa le sue attività sul comprensorio del Tigullio. Decine e decine di volontari si riuniscono, quasi ogni settimana, per formarsi e condividere idee, sogni, desideri, disponibilità da mettere in gioco per dare forza ai progetti del coordinamento provinciale. Dai percorsi educativi all’impegno sui beni confiscati, dal progetto Anemmu alle tante iniziative di memoria, nessuna di queste iniziative potrebbe realizzarsi se non fossero fortemente saldate la forza e le potenzialità della rete con la vitalità e la determinazione dei volontari, aggregati nei presidi. Chiunque può far parte dei nostri presidi: è sufficiente aver voglia di mettersi in gioco in prima persona per cambiare il nostro territorio!